13 gennaio 2011


Haiti: un anno dopo


Violenze, macerie, un milione di senzatetto. Un anno dopo il terremoto che ha distrutto l'isola caraibica la situazione rimane critica.

Una distesa di macerie, un milione di senzatetto, furti che continuano a crescere. L’incubo di Haiti sembra non avere fine, e ad un anno di distanza dal terremoto che ha devastato l’isola piu’ povera dell’emisfero occidentale, il panorama e’ desolante.
Gli aiuti alla popolazione devono essere rinnovati e raddoppiati”, sostiene il segretario generale dell’Onu Ban Ki-Moon durante la cerimonia di commemorazione degli haitiani e dei funzionari delle Nazioni Unite rimasti sotto le macerie. Al Palazzo di Vetro sono stati osservati 47 secondi di silenzio, numero che simbolicamente ricorda la durata della scossa che ha devastato l’isola. “Dobbiamo essere realisti – ha proseguito Ban Ki-moon – la ripresa è lenta, continuano i disordini e i saccheggi, ma molti passi avanti sono stati fatti per fronteggiare la serie di tragedie che ha colpito la popolazione”.

Alle 230.000 persone uccise dalla scossa del 12 gennaio scorso infatti si sono aggiunti i morti a causa del colera, ad oggi quasi 4.000. Ci sono un milione di persone, tra cui 500.000 bambini, che vivono ancora nelle tende lungo le strade e le piazze di Haiti, senza accesso ai servizi di base, e un bambino su tre sotto i 5 anni è gravemente denutrito.

L’isola caraibica è soffocata da 19 milioni di metri cubi di detriti. La ricostruzione procede al rallentatore e gran parte dei soldi promessi non sono mai arrivati. “
Nessuno è più irritato di me perchè non e’ stato fatto di più - ha spiegato l’ex presidente Usa Bill Clinton, incaricato di coordinare gli aiuti internazionali dopo il sisma – ma la situazione sta migliorando. Sono ottimista per il futuro”, ha detto Clinton, arrivato ad Haiti per partecipare alle cerimonie di commemorazione.

Per Medici Senza Frontiere invece le condizioni nell’isola rimangono critiche. “Dopo il terremoto le donazioni garantite dai paesi ricchi superavano i due miliardi di dollari, ma il 58% di questa cifra è rimasto soltanto una promessa”, ha rivelato. “L’Onu ha incassato solo il 25% degli aiuti richiesti, è una vergogna”, accusa Elizabeth Byrs, capo dell’ufficio che coordina gli aiuti umanitari delle Nazioni Unite. E gli haitiani incalzano: “Sentiamo parlare di soldi per ricostruire l’isola, ma non li abbiamo mai visti”. La popolazione è allo stremo delle forze.

E a questo quadro drammatico si aggiunge una situazione molto difficile dal punto di vista politico e dell’ordine pubblico. Il secondo turno delle elezioni presidenziali, previsto per il 16 gennaio, è stato rinviato. Il candidato delle tendopoli, il cantante Michel Martelly, è stato escluso, e questo ha causato la rabbia della popolazione e infittito i sospetti di brogli su gli altri due politici rimasti in lista, l’ex first lady Mirlande Manigat e il ‘protetto’ del presidente uscente Rene Preval. “
Non ha mai mosso un dito per aiutarci, ci guarda come fossimo animali”, dicono di lui gli abitanti dell’isola.

Fonte: Quotidiano.net

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